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Otto punti per rilanciare l’architettura in Italia – di Fabio Barilari

Gli otto punti che propongo mirano ad affrontare una serie di aspetti del processo “formazione – progettazione – realizzazione” oggi consolidati nel nostro settore, che personalmente ritengo vadano in larga parte riorganizzati in modo radicale. Il mio parere è che solo dall’attivazione contemporanea di tutti questi punti possa derivare una revisione, ed un conseguente rilancio, della qualità architettonica ed urbanistica nel nostro paese.

INTRO – Aree enormi del territorio italiano sono devastate irrimediabilmente: sarebbe ora di prenderne atto definitivamente, perché a quel punto risulterebbe più chiaro che solo con la ricerca e sperimentazione negli ambiti della progettazione architettonica, urbanistica e territoriale potremmo sperare di restituire qualità a quelle aree.

1.UNIVERSITÁ – FORMAZIONE

La Composizione in ambito architettonico, così come in ambito musicale, non è materia per tutti: sarebbe importante che le Facoltà di Architettura ne prendessero atto ed attivassero provvedimenti in tal senso. In questo momento, a chiunque esce dalle nostre Facoltà è conferito il diritto di “comporre” edifici e città.

Di fatto nelle scuole di Architettura il superamento dell’esame di progettazione, esame cardine del percorso di studi, è praticamente garantito e considerando il numero folle di laureati immessi ogni anno sul mercato da un numero abnorme di Facoltà sul territorio nazionale, in questo momento siamo letteralmente sommersi da convinti “compositori”.

Obbligatorietà del praticantato retribuito e limitato nel tempo: non è possibile entrare nel processo della produzione edilizia senza aver fatto un periodo specifico ed approfondito di praticantato e non è tollerabile che chi si trova a fare praticantato non venga retribuito in una qualche misura e modalità, rispetto all’impegno, spesso disumano, che tale attività comporta.

2.UNIVERSITÁ–INSEGNAMENTO

È auspicabile una totale riorganizzazione del sistema di assegnazione delle cattedre sul modello anglosassone: istituzione e potenziamento di forme contrattuali a scadenza e soggette a criteri di valutazione annuali, anche da parte degli studenti, che favorisca un turn-over costante almeno per una parte di tali posizioni.

Sviluppo e potenziamento della ricerca e relativa valutazione (e adeguata retribuzione) secondo i criteri specifici adottati in ambito scientifico: pubblicazione su riviste internazionali riconosciute e selezionate, inviti a convegni di rilevanza nazionale e internazionale ed ogni altra formula di riconoscimento super partes.

Architettura ed ingegneria edile sono ambiti da ricongiungere (di fatto è già in atto questa tendenza), togliendo di mezzo, nell’iter di formazione, tutta una serie di materie parallele alla progettazione architettonica.

3.PROFESSIONALITÁ

Ritengo fondamentale che si attui una riduzione drastica del numero di figure professionali coinvolte a pari titolo nell’ambito della progettazione, con particolare riferimento a quella dei geometri, il cui ruolo deve venire radicalmente ridimensionato eliminando completamente la possibilità di progettare manufatti architettonici.

4.AMMINISTRAZIONE PUBBLICA

Introduzione di un sistema di sanzioni economiche a favore del progettista, in caso di ritardi nell’iter amministrativo o di mancata corrispondenza della realizzazione al progetto consegnato.

Devono venire scardinati completamente due aspetti: il metodo malato di avanzamento dei lavori in funzione dello stato di avanzamento del dibattito politico ed il criterio di modificabilità, anche solo parziale, del progetto da parte dell’amministrazione; quest’ultima, deve rispondere concretamente del mancato controllo, quando questo avviene.

5.CONCORSI

Questo punto è complementare al punto precedente.

Potenziamento e massima diffusione dello strumento del concorso di progettazione fino all’obbligatorietà dello stesso per qualunque importo e tipologia di opere.

Suddivisione dei concorsi per fasce d’età dei progettisti, in relazione agli importi relativi alle opere da realizzare.

6.IMPRESE

Cancellazione totale del criterio del massimo ribasso nell’aggiudicazione degli appalti, senza alcuna soglia di importo dell’appalto stesso.

Istituzione di un albo “nero” delle imprese inadempienti e introduzione di criteri di sanzioni progressive fino alla cancellazione dell’impresa dalla possibilità di partecipare a gare di appalto.

7.SOCIETÁ CIVILE

È necessaria una inversione totale di tendenza nella diffusione della consapevolezza della qualità architettonica e urbanistica nella società civile: non è più tollerabile che programmi televisivi di ampia diffusione permettano di esprimere opinioni tecniche a persone prive di adeguato titolo professionale.

Quando questo avviene, gli Ordini professionali dovrebbero intervenire immediatamente con azioni concrete.

Introduzione di livelli progressivi di deregolamentazione dell’iter amministrativo, fatti salvi tutti gli edifici e le aree classificati come beni culturali, storici, ambientali, e introduzione di principi legati a gradi di autocostruzione ed edilizia spontanea: non è possibile che per aprire una porta in un tramezzo, un semplice cittadino debba obbligatoriamente pagare un professionista in quella che di fatto viene percepita come una forma di pizzo legalizzato. Di contro, non è neppure tollerabile la complessità dell’iter da dover affrontare per poter adottare semplici ampliamenti di una abitazione privata al sopraggiungere di mutate necessità familiari, laddove, in questo caso certamente, tale iter deve essere di pertinenza di un professionista che di fatto detiene già tutte le relative responsabilità civili e penali.

8.ORDINI PROFESSIONALI

L’Ordine professionale dovrebbe svolgere un compito di tutela concreta nei confronti dei propri iscritti, rispetto a clienti inadempienti, fossero essi semplici cittadini, enti privati o amministrazioni pubbliche. Gli strumenti da mettere in campo dovrebbero essere pratici e attivi: forme di diffida e di concreta azione legale anche sul fronte del recupero dei crediti non corrisposti.

Fabio Barilari

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